Collane@UniTo offre una piattaforma per la pubblicazione online di Collane di Testi o singole monografie Open Access per i Dipartimenti o i Centri di Ricerca dell’Università di Torino.

  • alla collana può essere associato un numero di ISSN (International Serial Standard Number). L’assegnazione è divenuta a pagamento da qualche anno (intorno ai 30-50 euro), è sufficiente fare richiesta all’ufficio italiano ISSN, presso il CNR a Roma;
  • ogni volume può essere dotato di ISBN (International Standard Book Number), purché il frontespizio rechi la dicitura Università degli studi di Torino, che è il nostro marchio registrato. L’assegnazione è gratuita, OCCORRE COMPILARE CON ATTENZIONE IL FORM ONLINE
  • a ogni volume va associata la Licenza Creative Commons preferita (suggerita: CC BY);
  • il software utilizzato è Omeka, che viene illustrato agli interessati in una breve sessione informativa;
  • i volumi possono essere pubblicati a stampa in virtù di accordi con editori. Alcuni editori di Torino e di Milano hanno già avviato una fattiva collaborazione con l’Università di Torino.

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Novità

Autonomia e controllo del lavoro dipendente. Mutamenti indotti dalle innovazioni tecnologiche contemporanee Employee Autonomy and Managerial Control: Changes Brought About by Contemporary Technological Innovations

La monografia offre un’interpretazione complessiva del mutamento del controllo manageriale sul lavoro dipendente in relazione alle trasformazioni tecnologiche degli ultimi decenni – dall’informatizzazione alla digitalizzazione del lavoro fino al lavoro digitale da remoto. Fondata su una concezione processuale e non dualista dell’organizzazione, l’analisi attinge categorie concettuali dalla Teoria dell’Agire Organizzativo di Bruno Maggi e dalla sociologia figurazionale-processuale di Norbert Elias. Con una prospettiva di lungo periodo, essa colloca il mutamento del controllo entro le organizzazioni nel periodo storico che va dalla svolta postfordista ai giorni nostri. La riflessione teorica è affiancata da un’analisi di dati di trend, relativi a variabili rilevate dalla European Working Conditions Survey 1991-2021. Tali dati sono interpretati attraverso tre tipi ideali di controllo manageriale – controllo neo-tayloristico, controllo panopticon e autonomia controllata – elaborati sulla base di un’ampia rassegna della letteratura teorica ed empirica. L’analisi corrobora una tendenza di lungo periodo verso l’adozione di forme di controllo riconducibili all’autonomia controllata, che interessa l’insieme del lavoro dipendente e risulta accelerata prima dalla digitalizzazione e poi dal lavoro digitale da remoto. Il lavoro conclude aprendo uno sguardo prospettico sulle possibili implicazioni dell’intelligenza artificiale per il controllo e l’autonomia nel lavoro dipendente. L’introduzione di Paola M. Torrioni propone alcune chiavi di lettura trasversali per comprendere la portata teorica e analitica del testo nell’attuale dibattito sul lavoro organizzato; la postfazione di Matteo Rinaldini mette in dialogo il concetto di “autonomia controllata” con alcuni contributi classici della labour process theory e delinea piste di ricerca future sul lavoro digitale. This monograph offers a comprehensive interpretation of changes in managerial control within employment in relation to the technological transformations of recent decades, from computerization and the digitalization of work to digital remote work. The analysis is grounded in a processual and non–dualist conception of organization and draws on conceptual categories from Bruno Maggi’s Theory of Organizational Action and Norbert Elias’s figurational–processual sociology. From a long–term perspective, it situates transformations in organizational control within the historical trajectory extending from the post–Fordist turn to the present.The theoretical reflection is complemented by an analysis of trend data drawn from the European Working Conditions Survey (1991–2021). These data are interpreted using three ideal–typical forms of managerial control—new Tayloristic control, panopticon control, and controlled autonomy—developed through an extensive review of the theoretical and empirical literature.The findings point to a long–term shift toward the type of control referred to as “controlled autonomy”, affecting employment as a whole and accelerated first by digitalization and then by digital remote work. The monograph concludes by considering the potential implications of artificial intelligence for the future configuration of control and autonomy within employment.The introduction by Paola M. Torrioni highlights cross–cutting interpretative perspectives for assessing the text’s theoretical and analytical contribution within the contemporary debate on organized work. The afterword by Matteo Rinaldini places the core concept of controlled autonomy in dialogue with classic contributions from labuor process theory and outlines directions for future research on digital work.

Cuneo Metromontana Food Metrics Report

Il progetto, realizzato dall’Università di Torino e dal Comune di Cuneo, con il supporto scientifico del gruppo Atlante del Cibo di Torino Metropolitana e dell’Università di Scienze Gastronomiche, ha avuto come obiettivo principale la promozione e il supporto di un processo partecipato di costruzione di conoscenza condivisa sul sistema alimentare metromontano del territorio cuneese, inteso come fase propedeutica all’elaborazione di una food policy territoriale. In questo quadro, il futuro Atlante del Cibo di Cuneo Metromontana e questo primo Food Metrics Report sono concepiti come strumenti di conoscenza e monitoraggio, ma anche come dispositivi di coinvolgimento degli attori locali e di supporto ai processi decisionali, finalizzati a rendere leggibili le dinamiche del sistema del cibo e a orientare azioni e politiche in una prospettiva di sostenibilità ambientale e giustizia sociale. Il territorio di riferimento individuato dal progetto, che corrisponde all’area analizzata in questo rapporto, coincide con il sistema metromontano che connette la città di Cuneo al contesto vallivo circostante, in particolare le valli Vermenagna, Gesso, Stura, Grana e Maira. Questa scelta territoriale rappresenta un elemento di innovazione nell’analisi dei sistemi del cibo e delle politiche alimentari, poiché assume come unità di osservazione un areale caratterizzato da forti interdipendenze tra contesti urbani, territori rurali e montani, evidenziando specificità, complementarità e relazioni funzionali, con l’obiettivo di rafforzare la coesione territoriale.

L’Ambulance Turinoise alla guerra franco-prussiana del 1870. Le lettere del dottor Giovanni Calderini

La guerra franco-prussiana nel 1870 rappresentò per la Croce Rossa la prima occasione di intervento in un conflitto tra due grandi potenze, con migliaia di feriti e con la partecipazione di ambulanze inviate da vari paesi. L’Italia partecipò con un’unica ambulanza inviata dal Comitato torinese che divenne nota come Ambulance Turinoise e che prestò la sua opera nei drammatici giorni successivi alla battaglia di Sedan. Dell’ Ambulance facevano parte sei medici: Giovanni Spantigati (capo squadriglia), Carlo Giacomini, Giovanni Calderini, Daniele Bajardi, Gerolamo Mo e Carlo Alberto Valle. Inoltre, vi erano cinque allievi della Facoltà medica e tre infermieri. Questo volume ripropone per la prima volta le nove lunghe lettere inviate da Giovanni Calderini e pubblicate dal settimanale Il Monte Rosa di Varallo Sesia tra il 15 ottobre 1870 e l’8 aprile 1871. L’interesse di queste lettere consiste nel fatto che rappresentano una testimonianza di prima mano delle operazioni di soccorso ai feriti e della situazione di un paese che si trovava di fronte all’invasione da parte di una potenza straniera e a un cambiamento di regime politico.

Era urbana e disordine del mondo. Geografie per interpretare il presente

Il volume, a cura di Emanuele Sciuva, ospita l'insieme degli abstract presentati al XXXIV Congresso Geografico Italiano "Era urbana e disordine del mondo. Geografie per interpretare il presente", organizzato dall'Associazione dei Geografi italiani (AGeI) con il Politecnico e l'Università di Torino e GeoTuNe (Geography Turin Network), svoltosi a Torino, Campus Luigi Einaudi e Castello del Valentino, 3-5 settembre 2025.

Tractatus primus

Il Tractatus primus di Walter Burley fa parte di un ampio progetto dedicato all’analisi del cambiamento a cui pertiene anche il più diffuso (anche grazie alla stampa, Venezia 1496) De intensione et remissione formarum (o Tractatus secundus). La ricerca sul fondamento del cambiamento qualitativo si basa su una revisione della nozione di contrarietà – studiata partendo dalla nozione di lontananza da una qualificazione massima – che porta anche ad una revisione del concetto di specie. La proposta che risulta dalla discussione comporta una riduzione netta dell’ontologia delle qualità sulla base della considerazione dei gradi di intensità: le differenze nell’intensio di una qualità comportano un cambiamento formale ma non giustificano quello specifico. Nelle esemplificazioni proposte nel testo: il freddo non costituisce una specie qualitativa a sé, bensì una intensità minima del caldo. Il progetto del filosofo inglese sembra dunque ispirato ad un notevole riduzionismo nello studio dei processi naturali, con l’attribuzione di un ruolo primario alla considerazione dell’intensità delle diverse qualità, intensità che garantiscono la possibilità dei cambiamenti qualitativi senza ricorrere alla contrarietà. Walter Burley’s Tractatus primus forms part of a broad philosophical project centred on the analysis of natural change. The better-known De intensione et remissione formarum (printed in 1496 and also known as Tractatus secundus) is also part of this project. Burley’s study of qualitative change is based on a notion of contraries that differs from the commonly accepted Aristotelian version. For Burley, contraries are measured against the distance from a quality at its highest degree. Therefore, no specific change can be assumed when passing from hot to cold, which clearly reduces the ontology of qualities. Taking degrees of intensity into consideration, the different degrees of quality entail formal, but not specific, change. To use an example from the text, cold is not fundamentally different from hot; it is simply hot at the lowest degree. By ascribing a leading role to the different degrees of qualities, Burley’s project makes significant progress in the study of natural change.