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Riproduzione e relazioni. La surrogazione di maternità al centro della questione di genere
Il volume raccoglie i contributi presentati al Convegno «Riproduzione e Relazioni. La surrogazione di maternità al centro della questione di genere», svoltosi a Torino il 25 maggio 2018 grazie all'iniziativa congiunta di GenIUS (Rivista di studi giuridici sull'orientamento sessuale e l'identità di genere) e del CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere dell’Università di Torino).
L'iniziativa aveva preso le mosse dal comune intento di interpretare attraverso il diritto le molteplici relazioni intersoggettive che la surrogazione di maternità fa sorgere, nonché dalla scelta condivisa di prediligere l’approccio di genere nell'analisi di tali relazioni, al fine di disvelare la spesso taciuta e insuperabile asimmetria tra i sessi nella procreazione. L’adozione della prospettiva di genere nell'inquadramento giuridico dei rapporti che si instaurano tra genitori intenzionali, madre biologica e nascitura/o o tra questi e le diverse figure professionali che rendono possibile la gestazione per altri, è stata dunque intesa come fil rouge idoneo a legare l’analisi della relazione di gravidanza effettuata da studiose e studiosi secondo le proprie specificità disciplinari.
«Migliorare la patria legislazione in una delle più essenziali sue parti»Il diritto penale sabaudo dalle Regie Costituzioni al codice penale albertino
Il presente volume si incentra sulle vicende che hanno portato il regno di Sardegna ad adottare il primo codice penale; un lungo e difficoltoso percorso culminato nel 1839 sotto l’egida di Carlo Alberto, ma idealmente iniziato già all’indomani del Congresso di Vienna con i timidi tentativi riformistici di Vittorio Emanuele I e poi di Carlo Felice. Una storia e un risultato che non si possono ridurre alla mutata concezione del diritto e dello Stato dei tre sovrani che si sono succeduti a Torino dopo la Restaurazione, ma che ha sullo sfondo uno scontro, ideologico e generazionale, all’interno della stessa alta magistratura sabauda, ancora in tensione nei primi decenni del XIX secolo tra suggestioni passatiste e i nuovi modelli affermatisi con la Rivoluzione e, soprattutto, con il regime napoleonico.
Come decide la Corte dinanzi a questioni “tecniche”Incontri sulla giurisprudenza costituzionale (Torino, marzo-giugno 2019)
Il volume raccoglie gli atti relativi a un ciclo di incontri seminariali che si sono svolti, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino, nella primavera del 2019. Il tema che attraversa i diversi contributi è quello della motivazione nelle decisioni costituzionali.
Nel tempo la struttura delle decisioni della Corte è diventata sempre più articolata. La complessità delle questioni che la Corte è chiamata a decidere e l’elevato tasso di “tecnicismo” che ormai caratterizza la gran parte delle questioni di legittimità costituzionale spinge (o costringe) i giudici costituzionali ad adottare motivazioni analitiche, trasformando la natura delle sue stesse pronunce, che diventano anch’esse sempre più tecniche e tendenzialmente rivolte a un uditorio specializzato. Il risultato – soprattutto nelle materie maggiormente permeabili ai “vincoli tecnici” – è un tendenziale appannamento del “tono costituzionale” delle questioni e, per riflesso, delle stesse sentenze costituzionali. Tutto ciò con il rischio di assistere a una trasformazione del ruolo del giudice delle leggi.
Euro-American Relations in the Age of Globalization: Risks and Opportunities
The special issue of De Europa on “Euro-American Relations in the Age of Globalization: Risks and Opportunities” includes multi-disciplinary approaches to the current Euro-American relations, with a focus on the new scenarios created by the Trump administration as well as at the crises and transformations in transatlantic relations during the three decades between 1989 and 2019.
Intersexuality and the Law: Current European Approaches
This essay focuses on the complex relationship between intersexuality and the law. It aims to highlight the issues that are emerging in European legal systems due to the lack of specific measures or legislation regarding gender identity, and the ad hoc legislation which does exist but fails to distinguish transsexualism from intersexuality.
The most pressing issue that the law should tackle is the performance of unnecessary, irreversible, and invasive surgery on intersex children. Indeed, most of European Member States do not explicitly legally ban this practice.
First, international and European Union law is considered noting that they do not provide for any legally binding instrument for the protection and recognition of intersex human right. However, in recent years they have shown to be progressively responsive towards intersex individuals.
Then, three legislative models are identified and the national legal frameworks corresponding to them analysed. The first, adopted by Germany and Austria, is based on the introduction of a third sex. The second is contained in Belgian legislation, and establishes the self-determination principle, which permits the choice of a preferred gender on identity documents, without particular requirements being met. The third approach has been adopted only by Malta so far. It is characterised by multiple measures and, accordingly, it is more systemic and holistic. In fact, the Maltese legislation explicitly recognises the intersex condition, and it conceives sex as a spectrum, thus going beyond gender binarism. Moreover, it prohibits discrimination based on sex characteristics, establishes the self-determination principle, and it bans irreversible, unnecessary, and aesthetic surgery from being carried out on intersex people.
Lastly, theoretical analysis on the role the law should play in tackling intersex issues is presented. Alongside, some factual cases of human rights violations on intersex people a way forward is proposed, considering the most interesting proposals and insights from the intersex community.
*** / *****. Voci russe contro la guerra
Questo volume vuole offrire una selezione, come sempre nel caso di crestomazie, soggettiva, di quelle voci che rappresentano dall’interno, perché nel Paese o fuggitene dopo l’aggressione russa all’Ucraina, un grido forte e perentorio contro ciò che sta avvenendo, in linea con quella vena protestataria che, nei primi giorni del conflitto, si è alzata forte e coraggiosa. Ad oggi per la critica alla guerra in Russia si rischiano pene fino a 15 anni e la repressione è diventata totale, impietosa e cieca, al punto da arrestare bambini o manifestanti con cartelli completamente bianchi o recanti, da qui il titolo di quest’antologia, gli asterischi *** / *****, riconducibili allo slogan Net vojne (No alla guerra). Queste pagine testimoniano che essa non tace nemmeno oggi. Per noi, curatori del volume, quest’ultima osservazione è estremamente importante, ancor prima che come testimonianza dell’esistenza di un diffuso dissenso nel Paese, come dimostrazione del fatto che la supposta omologazione della cultura russa odierna (come quella di ieri) è una mistificazione.
Criticità, potenzialità e fattori di implementazione del lavoro da remoto L’insegnamento del periodo pandemico sul territorio torinese
La ricerca “Criticità, potenzialità e fattori di implementazione del lavoro da remoto”, nata dalla collaborazione fra il Centro Luigi Bobbio per la Ricerca Sociale Pubblica e Applicata e l’Osservatorio su Università e Professioni dell’Università di Torino, indaga i modi e le eccezionali condizioni di implementazione dello smart working in periodo emergenziale, alla ricerca dei segnali di un cambio di orientamento verso il futuro all’interno delle imprese. Infatti, prima della diffusione del Coronavirus, in Italia il lavoro da remoto interessava una platea ridottissima di lavoratori e lavoratrici per una porzione molto limitata di giorni, inoltre le ricerche sociologiche rilevavano come il lavoro a distanza avesse molteplici implicazioni sia in relazione alla produttività aziendale sia al benessere dei lavoratori.
Per fare questo sono state interpellate 24 imprese (manifatturiere e dei servizi, per lo più di dimensioni medio-grandi e operanti sul territorio torinese nel settore privato).
L’analisi del materiale raccolto ha interessato numerosi temi: la situazione pregressa e la reazione di fronte all’evento pandemico, l’implementazione dello smart working, le conseguenze sull’organizzazione del lavoro, la formazione, le prospettive per il futuro. Questi sono stati ricondotti all’insieme dei processi di innovazione tecnologica, organizzativa e legati alla cultura aziendale che possono rivelarsi uno strumento per rispondere in maniera più pronta e appropriata alle sfide di un mercato sempre più globalizzato. I risultati della ricerca sono stati riletti in chiave di suggerimenti di policy per la futura implementazione strutturale del lavoro da remoto.
ORA. Un osservatorio sui temi delle discriminazioni nell'informazione locale del Piemonte (2^ edizione)
Le notizie locali sui temi delle pari opportunità promuovono l'innovazione discorsiva? Il contesto digitale è più innovativo in termini di partecipazione femminile e logiche produttive giornalistiche? La convergenza tra media digitali e legacy contribuisce ai processi di inclusione?
La seconda edizione del monitoraggio dei media locali piemontesi, condotto dall’Osservatorio Regionale Antidiscriminazioni (ORA), composto dal Centro interdisciplinare Cirsde dell’Università di Torino e dall’associazione GiULiA Giornaliste del Piemonte, in convenzione con la Regione Piemonte, ha affrontato questi interrogativi analizzando 6.346 contenuti prodotti tra il 1° novembre 2023 e il 31 luglio 2024.
L’indagine, che ha osservato i temi di genere e disabilità, ha coinvolto 19 testate cartacee, 27 pagine Facebook locali e il telegiornale regionale, portando all’analisi di 4.175 articoli cartacei, 1.833 notizie digitali e 338 servizi televisivi.
I risultati evidenziano che l’informazione locale varia significativamente tra le province, riflettendo i valori e le identità specifiche di ciascun territorio, così come notevoli sono le differenze tra i media cartacei e digitali.
ORA. Un osservatorio sui temi delle discriminazioni nell’informazione locale del Piemonte
Che ruolo hanno i media locali nel rappresentare le differenti identità presenti sul territorio?
L’informazione locale adotta approcci e linguaggi corretti nel trattare le diversità oppure riproduce stereotipi e logiche escludenti che alimentano forme di discriminazione?
La realtà delle donne e delle persone disabili trova una rappresentazione adeguata e attenta nell’informazione locale del Piemonte?
In questo scenario è nata l’iniziativa congiunta di ORA (Osservatorio Regionale Antidiscriminazioni), una proposta fortemente voluta dall’associazione GiULiA Giornaliste, gruppo del Piemonte, eseguita insieme al Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino grazie al sostegno della Regione Piemonte. Tra il 1 luglio 2021 e il 31 marzo 2022 è stata realizzata una ricerca impegnativa, unica nel suo genere, in grado di dare risposte aggiornate e scientificamente valide. Il lavoro ha interessato diciannove testate locali e i servizi del TGR Piemonte di cui sono state lette e codificate ben 9.952 notizie, tra articoli e servizi, precisamente 7.526 sul genere e 2.426 sulle disabilità.